Un approccio umano e sostenibile alla migrazione

I Padri Scalabriniani hanno organizzato il 20-22 febbraio scorso il VI Forum internazionale su Migrazione e Pace a Roma.

Tra gli interventi, quello del card.Parolin, segretario di Stato Vaticano, che ha ricordato come solo “in un’economia inclusiva si opera una condivisione lungimirante, paziente, creativa che cura le vittime di oggi e riduce quelle di domani prevenendo la creazione di scarti umani”. La migrazione gestita “in modo sicuro, ordinato e regolare”, assicura, è “un fattore di sviluppo per una crescita inclusiva e sostenibile e i migranti possono offrire un contributo alla crescita della società che li ospita” in termini “di contributo al Pil e al sistema fiscale, di copertura dei vuoti demografici, lavorativi e di abilità in settori chiave dell’economia e dei servizi”. La migrazione è “anche fattore di pace, giacché sono gli stessi rifugiati i testimoni più credibili dell’insensatezza della guerra e della violenza”. Necessario però che si conformino  “alle norme del Paese che li accoglie”, mentre lo stesso Paese deve “assicurare il rispetto dei loro diritti e della loro dignità”. Si tratta di “garanzie” che “assicurano i primi passi verso l’integrazione” che è necessario “accompagnare” per evitare “condizioni che favoriscano il dilagare dei fondamentalismi”.

Qui potete leggere invece il significativo discorso tenuto da Papa Francesco, che invita a cambiare le regole del gioco del sistema economico-sociale. Il Pontefice ha ribadito il suo interesse e la sua vicinanza alla questione migratoria, reso concretamente visibile con l’istituzione del nuovo e più efficiente Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, all’interno del quale una Sezione si occupa specificamente di quanto concerne i migranti, i rifugiati e le vittime della tratta solo la direzione di padre Fabio Baggio, scalabriniano, prima Preside del SIMI e già collaboratore dell’allora cardinal Bergoglio a Buenos Aires, in Argentina.

Papa Francesco ha ribadito come “nella sua essenza, migrare è espressione dell’intrinseco anelito alla felicità proprio di ogni essere umano, felicità che va ricercata e perseguita” e ha sottolineato che ogni cristiano è chiamato a accogliere, proteggere, promuovere e integrare.

(foto da Avvenire)

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