L’Africa è povera d’acqua. Una affermazione che sentiamo spesso, o forse un cliché cui ci hanno abituato immagini di siccità, deserti, carestia ed emergenze umanitarie …ma è vero?

Una semplice constatazione, forse non la più scientifica ma secondo me utile e intuitiva per una riposta convincente: la vita inizia con l’acqua. Sappiamo bene che senza questo elemento non solo non può sopravvivere l’uomo ma non sono possibili altre forme di vita organica e i grandi sforzi di esplorazione dello spazio alla ricerca di altre civiltà o comunque di altri luoghi in cui sia possibile qualche forma di vita partono dallo stesso presupposto. Se c’è acqua ci può essere vita.

Ora, i ritrovamenti archeologici e gli studi di paleontologia riconducono al suolo africano l’origine della vita umana, dei nostri illustri e lontanissimi progenitori: gli australopitechi come la famosa Lucy provengono proprio dall’Etiopia o Olduvai Gorge in Tanzania. Quindi da sempre l’Africa ha offerto risorse d’acqua che hanno alimentato la vita vegetale, animale e umana.

Quello che può essere solo un ragionamento è comprovato dai più recenti studi (ricerca pubblicata su Environmental Research Letters): il sottosuolo africano è ricchissimo d’acqua. Sotto il suolo di questo continente si trova una distesa di riserve idriche abbondanti, addirittura il centuplo di quelle presenti sopra il suolo. Sotto la terra spesso arida e assetata si troverebbero oltre mezzo milione di km2 di acqua potabile, vale a dire 20 volte la quantità di acqua dolce presente nei laghi africani. Le riserve più vaste giacciono in grandi bacini sedimentari del Nord Africa, in Libia, Egitto, Algeria, Niger, Chad e Sudan occidentale: qui, secondo gli esperti, ci sarebbe un bacino idrico di 75 metri di spessore, una riserva che non viene ricaricata quotidianamente attraverso le piogge, ma che è stata riempita per l’ultima volta 5 mila anni fa, quando il clima africano era più umido.

La triste realtà oggi è che 300 milioni di africani non hanno accesso all’acqua potabile, solo il 5% delle terre coltivabili è irrigato normalmente, i fiumi e i laghi sono soggetti a piene e siccità stagionali che rendono difficile utilizzarne l’acqua con continuità. E la situazione peggiora ancora in prospettiva futura, laddove la crescita della popolazione e il fabbisogno agricolo rischiano di esaurire la disponibilità. Tecnicamente il problema è l’estrazione. Si potesse semplicemente trivellare il suolo per accedere a queste riserve probabilmente qualcuno ci avrebbe già pensato prima. La metodologia invece è tutto ada studiare sia per non prosciugare in brevissimo tempo serbatoi che hanno impiegato millenni per riempirsi e che certo le scarse piogge non potrebbero ricaricare sia per non rovinare il delicato sistema naturale di suolo e falde. Si ipotizzano scavi su piccola scala con metodi il meno invasivi possibili, con pozzi che consentano di riportare l’acqua in superficie, alternando però pause stagionali per non prosciugarli definitivamente.  Ciò richiede una gestione intelligente, che vada incontro alle esigenze di città che si espandono a macchia d’olio ma non sprechi o comprometta la più essenziale delle fonti di sopravvivenza.

Per farsi un’idea di quanta acqua scorra in Africa, basterebbe dare un’occhiata ai numeri, in particolare alla lunghezza in chilometri dei maggiori corsi del continente. Prendete i primi undici e fate i vostri calcoli, senza contare il volume della portata d’acqua:

  • Nilo 6.671 km (Burundi, Tanzania, Ruanda, Uganda, Sudan del Sud, Sudan, Egitto)
  • Congo 4.374 km (Repubblica Democratica del Congo, Congo, Angola)
  • Niger 4.167 km (Guinea, Mali, Niger, Benin, Nigeria)
  • Zambesi 2.736 km (Zambia, Angola, Namibia, Zimbabwe, Mozambico)
  • Bangi 2300 km (Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana, Congo)
  • Orange 2092 km (Lesotho, Sudafrica, Namibia)
  • Uebi Scebeli 2050 km (Etiopia, Somalia)
  • Kauai 1950 km (Angola, Repubblica Democratica del Congo)
  • Okavango 1800 km (Angola, Namibia, Botswana)
  • Giuba 1650 km (Etiopia, Somalia)
  • Limpopo 1600 km (Sudafrica, Botswana, Zimbabwe, Mozambico)

Ecco la mappa dei maggiori bacini idrografici dell’Africa.

Africa, terra di contraddizioni. Accanto alle moltissime aree dove la mancanza di acqua provoca povertà e sottosviluppo, ci sono aree ricchissime di acqua, che si riversa abbondante formando degli habitat naturali meravigliosi e consentendo a piante, animali e uomini una vita che scorre coi ritmi della natura e del tempo delle stagioni.

Nei brevi reportage di seguito, alcune foto e note di quattro dei più grandi fiumi africani: il corso del Nilo, le due sponde del Congo, lo Zambesi e le Cascate Vittoria, il delta dell’Okavango.