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A scream from Lampedusa

La coppia italiana di duo misto tecnico Manila Flamini e Giorgio Minisini hanno vinto la medaglia d’oro ai mondiali di nuoto in corso a Budapest. Ma accanto alla gioia sportiva, col primo oro in questa disciplina, e alla grandezza sportiva e tecnica della loro performance, ha colpito pubblico e giurie l’ambientazione del pezzo. L’attualità del tema della migrazione e del dramma degli sbarchi ha ispirato la musica “A scream from Lampedusa” di Michele Braga e l’intensa coreografia di Anastasija Ermakova, attraverso le quali i due atleti azzurri hanno espresso l’epopea, l’amore e la speranza di tante famiglie che ogni giorno fuggono dall’odio della guerra, dalla piaga della fame e dalla persecuzione politica e religiosa. In questo video il numero che ha incantato tutti.

Migranti visti dall’arte

Segnalo questi articoli su due iniziative che sensibilizzano sulla realtà della migrazione.

«Arena y sangue» è un’opera del premi Oscar Alejandro G. Iñárritu che attraverso la realtà virtuale conduce lo spettatore in un viaggio con i migranti, al cuore delle loro storie di disperazione e speranza. Ne hanno parlato, tra i tanti, il Corriere della sera e Repubblica.

In questo articolo di cronaca invece, la reazione a una installazione temporanea in piazza a Rovigo, avvenuta nelle scorse settimane, con dei manichini coperti da teli bianchi, realizzata nei giorni in cui diverse associazioni, tra cui la Caritas, stavano sensibilizzando sul tema della migrazione degli sbarchi con l’iniziativa «Rifugiamoci».

Io sto con la sposa

I giornali e le televisioni hanno parlato a lungo della vicenda di Gabriele Del Grande, il documentarista italiano arrestato lo scorso 9 aprile e rilasciato dopo una lunga e insensata detenzione il 23 aprile. Pochi però sono andati in profondità dell’opera che gli ha causato tante grane con il governo turco e della attualissima tematica di cui tratta: la migrazione, le storie di uomini e donne clandestini in cerca di una meta tra poesia e realtà, le tante domande su come stiamo leggendo e affrontando questo fenomeno. «Io sto con la sposa», scritto e diretto da Del Grande con Antonio Augugliaro e Khaled Soliman ha raccolto grandi applausi e l’interesse del pubblico della Biennale di Venezia.
Qui di seguito riporto alcuni link a cui vale la pena di dare un’occhiata: quello ufficiale del film, articoli che hanno parlato (all’epoca) del film e il video dello stesso Del Grande che giovedì 16 ottobre 2014 parlava del suo lavoro al ‘Municipio dei Beni Comuni’, uno degli enti che assieme a molti privati ha finanziato con un crowdfunding il film-documentario.
Io sto con la sposa (sito ufficiale)
Cinque clandestini e una sposa: il finto corteo nuziale attraversa l’Europa
La storia di Gabriele, scritta di suo pugno

Un approccio umano e sostenibile alla migrazione

I Padri Scalabriniani hanno organizzato il 20-22 febbraio scorso il VI Forum internazionale su Migrazione e Pace a Roma.

Tra gli interventi, quello del card.Parolin, segretario di Stato Vaticano, che ha ricordato come solo “in un’economia inclusiva si opera una condivisione lungimirante, paziente, creativa che cura le vittime di oggi e riduce quelle di domani prevenendo la creazione di scarti umani”. La migrazione gestita “in modo sicuro, ordinato e regolare”, assicura, è “un fattore di sviluppo per una crescita inclusiva e sostenibile e i migranti possono offrire un contributo alla crescita della società che li ospita” in termini “di contributo al Pil e al sistema fiscale, di copertura dei vuoti demografici, lavorativi e di abilità in settori chiave dell’economia e dei servizi”. La migrazione è “anche fattore di pace, giacché sono gli stessi rifugiati i testimoni più credibili dell’insensatezza della guerra e della violenza”. Necessario però che si conformino  “alle norme del Paese che li accoglie”, mentre lo stesso Paese deve “assicurare il rispetto dei loro diritti e della loro dignità”. Si tratta di “garanzie” che “assicurano i primi passi verso l’integrazione” che è necessario “accompagnare” per evitare “condizioni che favoriscano il dilagare dei fondamentalismi”.

Qui potete leggere invece il significativo discorso tenuto da Papa Francesco, che invita a cambiare le regole del gioco del sistema economico-sociale. Il Pontefice ha ribadito il suo interesse e la sua vicinanza alla questione migratoria, reso concretamente visibile con l’istituzione del nuovo e più efficiente Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, all’interno del quale una Sezione si occupa specificamente di quanto concerne i migranti, i rifugiati e le vittime della tratta solo la direzione di padre Fabio Baggio, scalabriniano, prima Preside del SIMI e già collaboratore dell’allora cardinal Bergoglio a Buenos Aires, in Argentina.

Papa Francesco ha ribadito come “nella sua essenza, migrare è espressione dell’intrinseco anelito alla felicità proprio di ogni essere umano, felicità che va ricercata e perseguita” e ha sottolineato che ogni cristiano è chiamato a accogliere, proteggere, promuovere e integrare.

(foto da Avvenire)

Il coraggio della libertà

Lo scorso venerdì 10 febbraio si è svolto all’Auditorium Pio X di Treviso “Non si Tratta”, un interessante convegno su Traffico di esseri umani e nuove schiavitù nel nord- est, argomento drammaticamente attuale anche nel nostro paese.

Sono intervenuti Mirta Da Prà del Gruppo Abele, responsabile “settore tratta”, Cinzia Bragagnolo, responsabile “Numero Verde Antitratta” del Comune di Venezia e la giornalista di “Mondo e Missione” Anna Pozzi. Proprio quest’ultima ha raccontato nel libro “Il coraggio della libertà” la storia di Blessing, ragazza nigeriana portata in Italia, che ha saputo denunciare i suoi sfruttatori.

Ne trovate un riassunto in breve in questo articolo Blessing: dalla tratta di esseri umani alla libertà

Trovate articoli e informazioni su questo delicato argomento nel sito Osservatorio Interventi Tratta.

amoris laetitia

“LA gioia dell’amore”. Non è solo il titolo dell’enciclica di Papa Francesco sulla famiglia, ma è diventato ora anche un interessante progetto che vuole raccontare attraverso il linguaggio artistico del cinema e del teatro l’esperienza dell’amore vista dall’ottica cristiana. Lo spiega sul sito dell’ACEC Arianna Prevedello, presentando le schede di lettura di alcuni interessanti film, nei quali il lettore – o meglio lo spettatore – è invitato a entrare grazie al commento teologo trevigiano di d.Francesco Pesce, già autore della fortunata pubblicazione “Oltre la famiglia modello” sulle catechesi sulla famiglia di papa Francesco.

 

«Non si parla dell’Amore, né dell’amore, ma di esperienze di amore»: così il teologo Francesco Pesce – autore della pubblicazione Oltre la famiglia modello. Le catechesi di papa Francesco – spiega il cuore della sfida lanciata da ACEC, l’associazione che riunisce le sale della comunità in tutta Italia. Cinque, dieci, quindici, venti… sono i film che cresceranno di settimana in settimana e che andranno a costituire una vera e propria indagine cinematografica, osservatorio 2.0 privilegiato, fresco e contemporaneo sulle esperienze d’amore al centro dell’Esortazione papale Amoris Laetitia.

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“el sexto” rilasciato a cuba

Danilo Maldonado, deve la sua fama un po’ alla sua buona vena artistica di  writer – “el sexto” è proprio il nickname con cui firma i suoi graffiti – , ma soprattutto per aver sfidato il regime, ormai sempre meno regime, cubano in varie occasioni e specialmente nel giorno della morte di Fidel Castro lo scorso novembre 2016. Mentre tutta Cuba, in un vero e proprio lutto collettivo, piangeva la scomparsa del Lider maximo della rivoluzione di fine anni ’50 lui, temerario, scrisse sul muro dell’Hotel Habana Libre “Se fui”, cioè Se ne andato (con un sottinteso “finalmente!”) con tanto di video dell’impresa postato sui social. Un’ora dopo i servizi di sicurezza cubani lo arrestarono e solo oggi 23 gennaio 2017.

Non era certo il primo episodio. Il più clamoroso probabilmente a Natale del 2014 quando al Parque central di L’Avana liberò due maialini con sopra dipinti i nomi dei due eroi Fidel e Raul; l’affronto gli costò 10 mesi di prigione, nonostante si fosse difeso dicendo che quelli erano veramente i nomi dei suoi maialini!

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messaggio per la Giornata Mondiale delle Migrazioni 2017

Questa domenica 5 gennaio 2017 la Chiesa celebra la 104 Giornata Mondiale della Migrazione. Come tradizione, il Papa ha scritto una Lettera a tutti i cristiani su questo tema, oggi come non mai attuale e urgente, puntando l’attenzione su una realtà tragica che spesso non viene sottolineata: il coinvolgimento nella migrazione di moltissimi minori non accompagnati, che partono o sono mandati soli oppure perdono lungo il viaggio i loro genitori. Non si tratta solamente dei molti che sbarcano coi barconi sulla cosa italiana: è un fenomeno diffuso in molti altri continenti, dall’Africa ai confini tra Messico e USA.

Questa Giornata fu istituita nella Chiesa per sensibilizzare la coscienza dei credenti su questo antico e sempre vivo fenomeno, su insistente proposta del Vescovo Scalabrini. Riportiamo il testo integrale di Francesco, sottolineando alcuni aspetti su cui riflettere.

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO  PER LA GIORNATA MONDIALE DEL MIGRANTE E DEL RIFUGIATO 2017

“Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce”

Cari fratelli e sorelle!

«Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato» (Mc 9,37; cfr Mt 18,5; Lc 9,48; Gv 13,20). Con queste parole gli Evangelisti ricordano alla comunità cristiana un insegnamento di Gesù che è entusiasmante e, insieme, carico di impegno. Questo detto, infatti, traccia la via sicura che conduce fino a Dio, partendo dai più piccoli e passando attraverso il Salvatore, nella dinamica dell’accoglienza. Proprio l’accoglienza, dunque, è condizione necessaria perché si concretizzi questo itinerario: Dio si è fatto uno di noi, in Gesù si è fatto bambino e l’apertura a Dio nella fede, che alimenta la speranza, si declina nella vicinanza amorevole ai più piccoli e ai più deboli. Carità, fede e speranza sono tutte coinvolte nelle opere di misericordia, sia spirituali sia corporali, che abbiamo riscoperto durante il recente Giubileo Straordinario.

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face to face

Facetoface, faccia a faccia tra alcuni giovani (dai 18 ai 30 anni) provenienti da tutta Italia, che si sono dati appuntamenti a Loreto per una tre giorni di formazione, incontri, scambio e ovviamente amicizia. Per molti è stato un ritrovarsi dopo IO CI STO, l’esperienza estiva vissuta a Borgo Mezzanone (Foggia) con i migranti ospiti del CARA e delle strutture del posto, condividendo con loro il lavoro, la precarietà della sistemazione, i disagi ma anche le speranze e la grande carica umana. Avevano voglia di continuare discorsi lasciati in sospeso e si sono presi tempo e occasioni per riflettere, cercare motivazioni a nuovi o vecchi progetti, guardare in avanti. Soprattutto un tempo per stare face to face con se stessi, con Dio, con l’altro (il diverso, l’amico, l’estraneo,….).

Sabato sera abbiamo anche condiviso alcune canzoni e spunti di orizzontiverticali in un clima di condivisione e intimità.

Questa e molte altre iniziative vengono da viascalabrini3, il network di pastorale giovanile e animazione missionaria e vocazionale della congregazione scalabriniana in Italia. Nel sito trovate già idee e spunti per i prossimi mesi e la prossima estate!

back to life

Porto d’Ascoli, 24 dicembre 2016
Giovanni Allevi suona alla Domus Mater Gratiae per i terremotati ospiti nelle strutture costiere a San Benedetto del Tronto, invitato dal vescovo Giovanni D’Ercole.

La serata  ha voluto essere un segno di condivisione e prossimità da parte del musicista nativo di Ascoli e – come lui stesso ha ripetuto – non una esibizione,  aggiungendo “Sono contento di essere qui stasera, voi siete il mio regalo di Natale”.

Significativa la scelta di concludere la sua scaletta con il brano Back to life (probabilmente uno dei suoi più famosi, essendo stato anche la colonna sonora di un celebre spot pubblicitario), “ritorno alla vita”, una sorta di incoraggiamento e augurio per queste persone provate negli affetti e nelle certezze, matrimoni comunque di dignità e tenacia.

A seguire il Vescovo ha celebrato la Messa della notte, all’interno della quale Giovanni Allevi ha suonato l’Ave Maria di Gounod e concluso con altri due brani del suo repertorio, prima di intrattenersi con semplicità insieme alla gente tra panettone e cioccolata calda.