Linee in cui lo sguardo si perde
pareti a volte scivolose
il desiderio di abbracciare
il mondo in uno sguardo
una scala al cielo
sì, certo, per salire in alto
ma anche per lasciar scendere
Chi mi viene incontro
Tu nella mia musica
e nella musica gli uomini
Così, tra il cielo e la Terra
io canto
canto ciò che sono e che vedo
canto la musica che ho dentro.

Questo progetto musicale nasce innanzitutto dal desiderio di esprimere e comunicare nella forma che più sento vicino alla mia sensibilità, la musica, il mio mondo interiore. Quel frastuono di pensieri, idee, sentimenti, emozioni, scoperte, intuizioni che popolano la mia anima. Quel diario interiore in cui in tanti anni ho segnato, come sono stato capace, incontri ed episodi, esperienze e persone. Questo vissuto mi ha collocato in quelle coordinate fondamentali in cui si snoda la mia vita: l’orizzonte dell’uomo, verso il quale scopro sempre più che il mio cuore vorace e insaziabile mi porta a cercare e superare confini e l’orizzonte di Dio, che si apre all’infinito, al mistero e alla totalità.
Orizzonti che si intersecano continuamente: più cerco Dio più incontro gli uomini, più vivo con gli uomini, più leggo la presenza e l’azione di Dio.
Così questi orizzonti si incontrano nella vita concreta, nell’amore vissuto, ricevuto e dato, a volte sciupato o non valorizzato. E diventano musica, suono e parola, espressione intima, vibrazione portata all’esterno per essere ascoltata e condivisa.
L’incontro, quasi casuale, con Benito Madonia è divenuto l’occasione per dare corpo e definizione a questo progetto musicale: il rapporto di amicizia e collaborazione musicale che ne è sorto mi ha dato non solo la possibilità di esprimermi meglio e in modo più efficace (studiando e perfezionando il canto, curando arrangiamenti e modalità espressive, addentrandomi in nuovi generi musicali…) ma è stato soprattutto l’occasione di condividere il mio vissuto e la mia storia attraverso il linguaggio della musica, che permette una comunicatività e una comunione difficilmente raggiungibile solo a parole. Il mio percorso di uomo e di credente, che ho provato a raccontare in questo lavoro, emerge con slancio e chiarezza nuovi, perché io stesso sono cresciuto man mano che la musica mi ha permesso di esprimere l’esperienza che vivevo. In fondo, ogni compositore nella sua musica racconta se stesso e il mondo che vive.
Anch’io – pur non volendo definirmi “artista” – ho avuto questa possibilità. In questo senso “orizzonti verticali” sono io.
Ma questo cd è una voce di un progetto più ampio, che si pone l’obiettivo ambizioso di poter fare del linguaggio universale e fortemente evocativo della musica un veicolo e un’occasione perché le persone – in primo luogo i giovani – possano incontrarsi e crescere, aprirsi al gusto del bello e della vita, perché anche altri possano arrivare a cantare quella musica che ognuno di noi ha dentro.