lungo il nilo

Molti altri siti più specifici e dettagliati possono fornirvi le note tecniche e i dati di questo grande fiume, il Nilo e del su percorso che attraversa praticamente mezza Africa prima di sfociare in Egitto nel Mar Mediterraneo. Coi suoi 6853km è il fiume più lungo al mondo, così ci insegnavano a scuola un tempo anche se ora misurazioni diverse e discussioni scientifiche rimettono in discussione il primato nella lotta a due col Rio delle Amazzoni.

Difficile stabilirne con esattezza la sorgente, quella del Nilo Bianco che viene attribuita per convenzione al Lago Vittoria a Jijia, poiché ci si può spingere fino al Rwanda e al Burundi e trovare sorgenti degli affluenti, complice anche l’enorme bacino idrico preso in considerazione. Noi lasciamo a esploratori e scienziati la faccenda, così come lo studio del Nilo Azzurro – originato dal Lago Tana in Etiopia –  con cui esso s incontra e si fonde all’altezza della capitale sudanese Khartum, prima di attraversare il deserto del Sahara. Ricorderemo anche le lezioni sul limo, la fertile terra lasciata dal Nilo che ha fatto la fortuna della civiltà egizia e tutto quello che nei secoli si è sviluppato in questa area, dalla valle del Nilo alla diga di Assuan, da Luxor a tutti gli altri siti di interesse storico e culturale.

Ecco allora le immagini di come la vita del fiume, con i suoi impressionanti volumi di acqua, della natura e dell’uomo si siano intrecciate, sostenute e saldate nella cultura egizia.

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Muovendosi ancora oggi su una esile feluca, le piccole imbarcazionia vela, adatte soprattutto alla navigazione sotto costa o in acque interne, che solcano le acque del Nilo (in greco “valle del fiume”), si respira una atmosfera di incredibile sacralità. Non tanto perché veneriamo il fiume come una divinità ma perché le dimensioni, la grandezza e l’indispensabile fertilità di questo fiume ci restituiscono on un certo senso la nostra reale dimensione di creature, piccole e dipendenti. Il contrasto poi tra le ricche acque del Nilo e il deserto circostante ci fanno toccare con mano il dono essenziale dell’acqua, che appena manca genera siccità, deserto, condizioni climatiche invivibili e costringono altrove l’uomo. L’uomo che si arrende di fronte alla natura, quando questa con la sua potenza lo sorprende o non risponde alle sue attese. Ecco che lo stesso fiume che porta vita e benessere può anche portare improvvisamente inondazione, morte e distruzione. L’uomo egizio conosce bene questa dinamica, sa le regole del gioco ma non le subisce con passività, gioca il suo ruolo, usa le sue conoscenze, impiega le sue risorse e aspetta dal fiume la sua risposta benevola. Almeno l’uomo dell’Egitto antico, quello contemporaneo sembra preferire dighe e investimenti occidentali.

A proposito di costruzioni, mi ha colpito vedere una caratteristica delle abitazioni, che si può notare nell’ultima slide della gallery. Le case non sono terminate in cima, hanno spesso pilastri da cui escono i ferri dell’armatura. Questo perché il capofamiglia costruisce la casa, ma i figli la porteranno avanti, qualcun altro la edificherà ancora, la porterà a compimento. Una incompiutezza aperta al futuro e nella logica della continuazione del ricambio, protesa a ciò che altri completeranno. Quanto dista da questa logica i nostri calcoli precisi, la smania di finire per bene nei dettagli, di portare a termine un qualcosa di cui essere orgogliosamente fieri o comunque dire: l’ho fatto.

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Nell’ultima galleria, pur non inerente dimettente all’acqua e al Nilo ho raccolto alcune altre immagini suggestive dell’Egitto.

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