Queste immagini offrono uno spaccato di povertà e marginalità in uno dei paesi più disastrati dell’Africa per le conseguenze della guerra civile e delle difficoltà climatiche. Questo è l’arrivo al Campo profughi di Maratane.

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Tra le attività principali di ASCS a Maratane c’è il progetto nutrizionale, dove mamme del Campo ma soprattutto giovani mamme mozambicane che vengono dal mato (la macchia arida che circonda il villaggio, verso la montagna) per far controllare i loro bambini e ricevere latte in polvere e un pasto normale. Il personale li accoglie nella semplice struttura dove i bimbi vengono pesati e controllati; ciascuno ha un cartello identificativo col nome (un po’ artigianale ma quanto basta!) e una scheda dove vengono annotati i dati generali della criança (in una slide vedrete la nota consegnata da una mamma alla sua prima visita al Centro….”nata di giovedì”!). Le mamme vengono aiutate a prendersi cura dei bambini, vengono insegnate loro norme basilari di igiene e attenzioni per non far perdere peso a questi bambini già ampiamente sotto la media; ricevono anche loro un pasto caldo, che aiutano a preparare nel cortile, per essere coinvolte attivamente ed evitare il rischio di assistenzialismo in questa popolazione già purtroppo di indole passiva. Ricevono il latte in polvere (restituiscono la latta precedente per dimostrare che non l’hanno rivenduto…) e delle sementi per fare farine proteiche da dare (si spera) ai piccoli. E’ un servizio delicato e paziente, che deve tener conto delle esigenze dei bambini ma anche della povertà culturale e sociale di queste mamme, in un contesto dove la donna e i bambini non sono sempre considerati con la dovuta dignità e rispetto.

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All’interno del campo c’è un’Escolina, una scuola primaria dove i bimbi imparano a leggere, scrivere, contare e ricevono grazie al progetto un pasto equilibrato – per molti è l’unico vero pasto della giornata! -, preparato da due donne locali che lavorano per l’associazione. Questa è una delle attenzioni fondamentali nella gestione del progetto: il coinvolgimento dei locali nel lavoro, sia per offrire una possibilità lavorativa che in vista soprattutto di una loro autonomia nel portare avanti questi servizi. Ad esempio al Centro nutrizionale prestava servizio un giovane mozambicano che ora è capace di gestire l’afflusso e i tempi delle visite e un altro nutrizionista del posto sta prendendo il posto dei volontari internazionali dell’associazione.

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