mosca, la città

Giunti a Mosca, ci tuffiamo per un paio di giorni soltanto nelle sue strade, tra la gente dai lineamenti inconfondibili, nelle enormi arterie stradali che la percorrono alla ricerca di luci e colori così particolari. Quanto basta per un assaggio di questa terra e di questa gente, che anche se in velocità svela alcune sue caratteristiche inconfondibili. Ci sono Arbat, la strada degli artisti conosciuta da tutti i turisti, ma anche tanti altri piccoli scorci che meritano di essere catturati, prima che si perdano nelle dimensioni gigantesche di questa città, con la sua estensione e la sua popolazione (quasi venti milioni contando tutto il perimetro) ricca di fascino e di storia.

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Una gallery a parte per il suo luogo simbolo, la Piazza Rossa con i monumenti che la rappresentano in tutto il mondo: la statuaria imponenza del Cremlino, il Mausoleo di Lenin, le guglie colorate della Basilica di San Basilio. La Piazza Rossa in realtà è così chiamata – come il mio caro amico Andrea mi ha ben spiegato prima della partenza (grazie per le serate perse a insegnarmi quel po’ di russo con cui me la sono cavata in queste settimane!) per una traduzione parziale del suo nome russo krasnaja ploščad’, che significa la Piazza Bella; nessun legame originale col rosso, né per i colori degli edifici né tanto meno con il colore del comunismo (giunto molto dopo). Ha una eleganza e compostezza affascinanti questa Piazza, che racchiude in sé i gioielli artistici e architettonici che non potevano mancare nel nostro album di viaggio.

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