Diario di bordo

Inizio questo semplice Diario di viaggio con una specificazione: questa non è una guida alla transiberiana, cioè non vuole essere uno strumento su cui basarsi per organizzare la propria Transiberiana fai da te. Non è mia intenzione offrire dettagli specifici della preparazione e dello svolgimento quanto piuttosto offrire qualche spunto da condividere a chi è affascinato come me dall’idea di attraversare praticamente un intero continente con un solo treno, fermandosi qua e là a conoscere frammenti di umanità e culture differenti, alcune delle quali rimaste ancora nella loro genuina originalità o quasi.

Non che mi dispiaccia o mi offenda – anzi! – se qualcuno vorrà prenderne spunto per cominciare a sognare o a realizzare il suo viaggio ma metto le mani avanti perché molti altri siti e blog di viaggiatori offrono probabilmente informazioni e suggerimenti più dettagliati e sicuramente più aggiornati (già durante la mia preparazione ho constatato quanto le cose cambino e le stesse guide stampate dalle case editrice più competenti del settore risultavano talvolta lacunose o poco affidabili, per loro stessa ammissione) e poi perché dietro a ogni progetto di viaggio, ogni scelta di percorso e ogni dettaglio stanno situazioni, gusti, avvenimenti legati al viaggiatore che non si possono spiegare o raccontare e che ognuno deve trovare o elaborare autonomamente.

Se ogni viaggio è qualcosa che nasce prima dentro il viaggiatore che sulle cartine e nella realtà, questo è ancora più vero per la Transiberiana: un viaggio che ha una lunga storia (anche qui troverete notizie sull’origine e lo sviluppo di questa ferrovia in molti altri blog), molteplici varianti ma un unico fascino che dura da anni. Questo insomma non è che una specie di diario, un taccuino di un piccolo sogno, un progetto, una sfida che mi ha accompagnato per lungo tempo fino alla sua realizzazione e che, in un certo modo, ogni volta che rimetto mano a questi appunti e a queste foto, sembra ripartire dalla stazione a cui ero rimasto.

E’ un viaggio che ti resta dentro, fatto di diversità e molteplici identità, di storie di popoli e di singole persone, di destinazioni cercate e incontri imprevisti. In queste pagine troverete quindi tutti i miei compagni di viaggio: certo, in primis il mio amico Matteo con cui abbiamo condiviso, sudato e goduto questa chilometrica esperienza, ma anche tutti gli altri compagni che la sorte, anzi, che la magia della transiberiana ci ha messo accanto tra gli scompartimenti del treno, alle stazioni, nelle terre che abbiamo toccato di sfuggita.

Transiberiana (sì, avete ragione dovrei dire Transmangolica, ma suona male ed è più scomodo da digitare…), che proverò a raccontare più per immagini che per parole. Sia perché queste catturano e impressionano occhi e cuore più di molte descrizioni, sia perché tra russo, mongolo e mandarino di parole non ne abbiamo dette troppe! Anche questo è un elemento affascinante di questo viaggio, che parla il linguaggio umano del limite e delle distanze, dell’altro e del vicino, del non conosciuto e dell’universale.

L’idea e il percorso

Arriva sempre un momento in cui le idee diventano qualcos’altro: si concretizzano in fatti (anche se non sempre poi danno il risultato voluto) oppure naufragano in delusioni e rimpianti. Certo si può sempre tenerle dentro come speranze, sapendo che non riusciremo a realizzarle e continuando a concimarle e potarle come bonsai di illusioni, però…

Però non danno lo stesso gusto di provare – sì, almeno provarci – a metterle in pratica, a farle uscire dai meandri della testa e della pancia per trasformarle in linfa vera. Bisogna metter in conto la fatica, la frustrazione di non poter fare tutto e subito, la possibilità di sbagliare, di restare delusi, di non farcela, di dover cambiare rotta. Però poi arriva quel giorno in cui dici: adesso non posso più rimandare e cominci a dare corpo e sostanza alla struttura portante, fantasticando sui dettagli.

A luglio vado, faccio la Transiberiana; lo confidi agli amici giusti, quelli che capiscono che è un tuo sogno e non ti faranno le domande che non vuoi sentirti fare e ti guardano con lo sguardo onesto di chi non ha capito in cosa consista ma farà sempre il tifo per te. Poi ti metti a capofitto a cercare, a leggere libri e guide, a spulciare siti e blog (così ti rendi conto che è un sogno condiviso da molti altri, ma anche una impresa realizzata da alcuni), a scrivere numeri, città, date, costi, etc.

Una sola cosa non ti passa neanche per la testa, la parola “agenzia“. Tu no, tu non cederai, tu non sei il tipo, tu non puoi prestarti al percorso che fanno tutti (come se facessero un percorso nuovo solo per te, magari deviando le rotaie!…), tu hai già fatto tanti viaggi, tu sai come cavartela in tante situazioni, tu ti adatti facilmente, tu trovi sempre un’alternativa, tu non ne hai bisogno, tu farai una cosa che gli altri neanche se la immaginano, tu…

Tu non hai i soldi per un viaggio in Transiberiana con l’agenzia.

Ecco, appunto, tutte queste romantiche motivazioni di contorno, assieme alla vera concreta realtà del tuo budget (non certo i 6-12.000 euro che chiedono le agenzie) e dei giorni che hai a disposizione ti fanno planare sulla terra. Il resto, sono settimane in cui si accavallano mail a blogger, richieste a siti che offrono biglietti e accomodation, piani scritti e riscritti, modificati e ritornati quelli di prima, sforzi sovrumani di far quadrare coincidenze e desideri, posti e città fianco a fianco nella tua mente ma lontani migliaia di km su googlemap, le cose immancabili e le cose che “se-non-ci-sono-pazienza-però-cavolo-dato-che-siamo-là”….

Poi quando credi di essere arrivato a buon punto, di aver quasi combinato le tante possibilità in una soluzione soddisfacente ecco che tutto si rimescola, l’imprevisto scombina le carte e ti fa ricominciare, senza mai però toglierti la fiducia, anzi incentivando in te la combattività e moltiplicando gli sforzi per venirne a capo.

Ma è dopo il moltiplicarsi (vano) delle tue fatica (notturne e mentali) che  improvvisamente Qualcuno sembra ricordarsi di te e accade l’imprevisto (sperato) e una serie di elementi complicati che non riuscivi a combinare insieme tutto d’un tratto si incastrano con una inattesa pioggia di benedizioni: gli impegni che ti occupavano le date più idonee si spostano, trovi il compagno ideale per il viaggio, una semisconosciuta agenzia tedesca ti propone a prezzo ottimo i biglietti delle ferrovie russe, una signora d’affari coreana che gestisce un ostello a UlanBaatar ti sistema l’ultima tratto di viaggio.

Fatta! 8-26 luglio 2013, si parte.

 

7,865 km di suggestioni
attraverso spazi sconfinati
TRANSIBERIAN ROUTE
Perm
Tyumen
Kirov
Vladimir
Irkutsk
Zamyn-Üüd
Ulan-Udė
Naushki
Erenhot
Datong
Stazione Yaroslavsky
0 km da Mosca
917 km da Mosca
2,676 km da Mosca
4,065 km da Mosca
5,153 km da Mosca
5,655 km da Mosca
7,013 km da Mosca
7,865 km da Mosca

Ecco qua sopra la mappa del percorso, da Mosca a Pechino. Dal menu nella barra superiore o dalle slides qui sotto potete selezionare le prossime pagine del diario.

Piazza Rossa a Mosca
la transiberiana
dalla A alla Z
Piazza Rossa a Mosca
mosca, la città
Piazza Rossa a Mosca
le icone e
la metro
Piazza Rossa a Mosca
mosca, la partenza
Piazza Rossa a Mosca
dal finestrino
Piazza Rossa a Mosca
lago
baikal e
irkutsk
Piazza Rossa a Mosca
arrivo a
ulan bator
Piazza Rossa a Mosca
il tempio
di Gandan
Piazza Rossa a Mosca
sulle orme di
gengis khan
Piazza Rossa a Mosca
arrivo a
Pechino
Piazza Rossa a Mosca
meraviglie
delle antiche
dinastie
Piazza Rossa a Mosca
la grande muraglia
Piazza Rossa a Mosca
pechino
oggi